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(EURODONNA) - Roma, 15 giu 2010 - Pena commisurata al reato e difesa della libertà delle donne. Sono questi, in sintesi, i commenti del ministro per le Pari opportunitò, Mara Carfagna, e dell’onorevole Isabella Bertolini, in merito alla decisione del tribunale che ha inflitto l’ergastolo al padre di Sanaa. (Red/segue)
“Chi ostacola l’integrazione di una giovane o un giovane immigrato non compie un reato qualunque, ma attenta ai valori della nostra democrazia. Una democrazia che riconosce pari diritti e dignità agli uomini e alle donne, che non ammette alcuna forma di sopraffazione o violenza”. Così il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha commentato la severa condanna inflitta a El Kataoui Dafani dal tribunale di Pordenone, che gli ha comminato il massimo della pena prevista dal rito abbreviato per l’omicidio della giovane figlia di 18 anni. “La sentenza contro il padre di Sanaa è storica perché sancisce questo principio e, infatti, ha riconosciuto un risarcimento simbolico al Ministro per le Pari Opportunità che, per la prima volta, si era costituito parte civile nel processo”, aggiunge. “La pena, severa, è giusta. Da oggi è chiaro a tutti che non è ammesso alcun relativismo culturale agli occhi della legge, che è uguale per tutti, ed esiste a tutela di tutti”, continua il Ministro. “Le istituzioni stanno in maniera netta dalla parte delle vittime e un processo come quello che si è appena concluso dimostra che le giovani immigrate si possono fidare del nostro Paese, devono denunciare i loro aguzzini e riprendersi la libertà che qui viene loro riconosciuta”, conclude Carfagna.
“La massima pena richiesta dal PM nei confronti del marocchino accusato dell’omicidio della figlia Sanaa è giusta, mi auguro sia accolta dal giudice e diventi presto una condanna effettiva e definitiva. Per reati come questo, frutto dell’ideologia e dell’estremismo, serve una pena esemplare. L’omicidio di Sanaa è un crimine contro la libertà delle migliaia di donne islamiche, che vivono in Italia e che non accettano di sottostare a precetti culturali e religiosi incompatibili con la nostra società e la nostra Costituzione. L’omicida merita l’ergastolo”, ha aggiunto l’onorevole Isabella Bertolini. (Red)
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