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MINISTERO PARI OPPORTUNITA': CARFAGNA, SI A INNALZAMENTO PENSIONE DONNE E A CONVENZIONE VARSAVIA PDF Stampa E-mail
(EURODONNA) - Roma, 5 giu 2010 - Nuove dichiarazioni del ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, sull’innalzamento dell’età pensionabile delle donne dipendenti della Pubblica Amministrazione e sull’approvazione, alla Camera dei deputati, della Convenzione di Varsavia. (Red/segue)

“L’innalzamento dell’età pensionabile delle donne nella Pubblica Amministrazione può essere un’occasione unica per dare via ad un investimento massiccio a favore delle donne e, di conseguenza, delle famiglie. Il problema non sono gli anni in più di lavoro, ma la qualità della vita cui attualmente è costretta, per trentacinque anni in media, una lavoratrice, condannata a dividersi tra casa e famiglia, alle prese con una carenza cronica di strutture per l’infanzia ed una eccessiva rigidità”, ha detto Carfagna, commentando la proposta di innalzare l’età pensionabile per le dipendenti della Pubblica Amministrazione. “Questa decisione, che l’Europa ci obbliga a prendere - ha aggiunto - può consentirci di liberare e vincolare una quantità senza precedenti di risorse da investire proprio allo scopo di migliorare la vita lavorativa di una donna, aumentando le possibilità di ‘conciliazione’, potenziando quei servizi per i quali l’Italia è ancora fanalino di coda in Europa”. E ha concluso il ministro: “Il Governo e tutto il Parlamento hanno dato prova, negli ultimi anni, di grande attenzione nei confronti delle donne e sono certa che anche questa volta saranno all’altezza delle aspettative. Penso che, al netto dello spaesamento iniziale, le donne non potranno che essere favorevoli all’innalzamento: la parità, che tutte noi reclamiamo, è anche questa”. Invece, Mara Carfagna ha tuonato contro coloro che gestiscono il traffico degli esseri umani: “Pene più severe per chi gestisce il traffico delle persone, siano uomini, donne o bambini. E misure assistenziali, compreso permessi di soggiorno, per le vittime sfruttate. Con l’approvazione della Convenzione di Varsavia il nostro Paese si lancia in una lotta senza confine, su scala globale, alla tratta di esseri umani”. “Tra la principali proposte italiane, accettate e inserite nel testo della Convenzione - ha specificato il ministro - ricordiamo la creazione di osservatori per monitorare il fenomeno e la raccolta di dati relativi alle varie forme di abuso e sfruttamento, per avere un quadro chiaro delle sue dimensioni”, h aspecificato il ministro. Che ha concluso: “La Convenzione prevede aggravanti fino a un terzo della pena e tolleranza zero, con il raddoppio delle pene, per le organizzazioni che, allo scopo di ‘importare’ esseri umani, falsificano i documenti”. Il senso della legge è quello di affrontare il fenomeno della tratta con un’ottica europea e non solo nazionale. Riguarda innanzitutto la tratta ai fini di sfruttamento sessuale, ma anche il lavoro forzato ed altre pratiche illecite delle persone. La Convenzione di Varsavia, pone, in risalto il fatto che la tratta costituisce una violazione dei diritti umani e persegue sinteticamente questi scopi con la formula delle quattro P : Prevenire la tratta, Proteggere i diritti umani delle vittime, Perseguire gli autori del reato, Promuovere la cooperazione internazionale. Tre i reati interessati dall’aggravante: riduzione e mantenimento in schiavitù, tratta di persone, acquisto e alienazione di schiavi. Tutti e tre sono stati inseriti tra le disposizioni che consentono l’utilizzazione degli strumenti di indagine utilizzati per il contrasto della criminalità organizzata. (Red)

 
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