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PENSIONI: ROMA, CONFERENZA BIPARTISAN SU INNALZAMENTO ETA' DONNE PDF Stampa E-mail
(EURODONNA) - Roma, 12 giu 2010 - ‘Pensioni dalla parte delle donne: meno pensioni più lavoro e più servizi’ è lo slogan della conferenza stampa bipartisan che si è tenuta l’11 giugno scorso a Roma presso il Senato e alla quale hanno partecipato la vicepresidente del Senato, Emma Bonino, la senatrice Maria Ida Germontani, l’onorevole Flavia Perina, la presidente di Pari e Dispare, Fiorella Kostoris, la presidente dell’Associazione per l’Italia, Linda Lanzillotta, e la presidente dell’Unione Donne Italiane, Pina Nuzzo. (T.C./segue)

Di commenti, proposte, comparazioni con il resto delle donne europee sul tema dell’innalzamento dell’età pensionabile delle donne, sono stati caratterizzati gli interventi delle partecipanti alla conferenza stampa. Tutte sulla stessa lunghezza d’onda. Apripista la radicale Emma Bonino: “L’innalzamento dell’età pensionabile delle donne nella Pubblica Amministrazione deve diventare un’opportunità per cambiare passo rispetto a politiche patetiche nei confronti delle donne”. Patetiche, ha spiegato la vice presidente del Senato, “perché, in assenza di qualsiasi possibilità ulteriore di accesso al mercato del lavoro, di qualunque rete di assistenza e di cura o di qualunque altra misura di sostegno, quella delle donne italiane è una situazione indifendibile”. Distante da quella degli altri Paesi europei in termini di “occupazione, salari, livello pensionistico, servizi e carriera”. Quanto all’occupazione, Bonino ha precisato che l’accesso al mercato del lavoro è in media più basso in Italia rispetto al 43 per cento della media europea. Configurando “un’Italia a due velocità: nel centronord, la percentuale è quella europea del 60 per cento, nel centrosud è al 30 per cento”. In relazione ai salari, Bonino ha sottolineato una divergenza di retribuzione fra uomini e donne a parità di lavoro. Infine, la questione dell’assistenza ai minori trova l’Italia fanalino di coda nell’Unione europea. I cui Paesi del Nord registrano una media di accesso agli asili nido pari al 50 per centro. Contro il nove su cento del Belpaese. Di fronte a questo scenario, la senatrice ha chiesto che “ogni euro che verrà risparmiato dall’equiparazione sia usato in politiche a favore delle donne”. Per finanziare asili nido e assistenza per gli anziani, oltre che per misure di sostegno al lavoro delle donne. E’ la linea dell’onorevole Lanzillotta, la quale si è soffermata sulla disparità di pensione tra uonimi e donne. “Oggi in Italia – ha specificato Lanzillotta – c’è la maggiore differenza fra uomini e donne sul livello della pensione con, a fronte del 64 per cento dell’ultimo stipendio medio per gli uomini, un 46 per cento per le donne”. Le quali con una pensione molto bassa, oltre ad andare via dal mondo del lavoro con stipendi bassi, sono condannate a “una condizione di subalternità”. Un aspetto questo del riequilibro della componente femminile nella società, che ha preso in considerazione anche la presidente dell’UDI, Nuzzo, la quale crede che “per mettere mano alle pensioni bisogna mettere mano al ‘sistema dei generi’”. Che, ha dichiarato, “nel nostro Paese pare una cosa inamovibile”. E se la situazione agevolata delle donne negli altri Paesi europei che non corrisponde a quella delle donne italiane ha fatto tentennare in passato l’appoggio all’allungamento dell’età pensionabile da parte della direttrice del ‘Secolo’, Perina, ora il suo approccio si è modificato anche “in riferimento all’impoverimento delle donne italiane”. E così Perina ha dichiarato di condividere “la politica del principio di compensazione, ossia l’idea che ogni lira risparmiata sulle donne debba finire per le donne”. E appoggia l’idea della Germontani. Quella di proporre “interventi e azioni sull’IRPEF che incoraggino l’occupazione femminile e aumentino il reddito delle donne nella fase in cui ne hanno più bisogno”. Incentivare l’occupazione femminile è l’obiettivo, ha spiegato Maria Ida Germontani, degli “interventi sia da parte mia con un disegno di legge che prevede detrazioni fiscali per le donne che lavorano, che abbiano dei figli, dei famigliari a carico sia con il disegno di legge Morando-Ichino che invece interviene sulle aliquote agevolate per le donne lavoratrici”. In conclusione della conferenza stampa, due proposte: una al governo e una parlamentare. La prima, ha concluso Germontani, “è quella di un rapporto con il governo perché tutto il fondo vada a favore delle donne e un tavolo bipartisan all’interno del ministero per le Pari opportunità” con l’obiettivo di monitorare questo rapporto. L’altra “propone una commissione bicamerale tra Camera e Senato che si occupi delle politiche femminili su questi temi”. Di un aumento dell’età pensionabile anche nel privato parla, invece, Fiorella Kostoris. Perché “nel settore privato alle donne per andare in pensione d’anzianità richiederanno 62 anni d’età oltre che 35 di contributi”. Una nuova disparità. (Tania Careddu)

 
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