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TRATTA: 'BE FREE' DENUNCIA BORDELLI LIBICI PDF Stampa E-mail
(EURODONNA) - Roma, 24 lug 2010 - Che fine faranno le donne nigeriane rinchiuse in bordelli, formalmente illegali ma nella pratica ben strutturati e conosciuti, nei quali subiscono atrocità di ogni genere e sono costrette alla prostituzione? Se lo chiede la cooperativa sociale contro la tratta ‘Be Free’, in seguito alla decisione da parte della Libia di chiudere i Centri di permanenza. (Red/segue)

Il fenomeno della prostituzione forzata nei bordelli libici, chiamati African Houses, è stato documentato da Be Free in un dossier tematico realizzato grazie all’esperienza di lavoro presso il Centro di permanenza e identificazione di Ponte Galeria a Roma. Le donne nigeriane coinvolte nei colloqui erano riuscite a fuggire, grazie alla ‘porta’ libica, dalle African Houses. Ora, con lo sbarramento di Gheddafi, non sarà più possibile. Il loro viaggio infernale potrebbe finire in Libia, dove avviene una sistematica tortura delle donne nigeriane.(Red)

 
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